Cessione del Quinto in busta paga: come si legge nel cedolino
Risposta breve: la Cessione del Quinto compare in busta paga come una trattenuta fissa, dopo il calcolo del netto. Il datore di lavoro la toglie dallo stipendio ogni mese e la versa all’istituto che ha concesso il prestito. La rata non può superare un quinto dello stipendio netto.
Dove si trova la voce nel cedolino
Nella busta paga la rata compare nella parte delle trattenute, di solito verso il fondo, dopo contributi previdenziali e ritenute fiscali. Il nome della voce cambia da un software paghe all’altro: “Cessione quinto”, “Cessione stipendio”, “Trattenuta c/terzi”, spesso seguito dal nome dell’istituto o dal numero del contratto.
L’importo è sempre lo stesso ogni mese, perché la rata della Cessione del Quinto è fissa per tutta la durata del prestito.
Su quale netto si calcola il quinto
Il quinto si calcola sulla retribuzione netta mensile, cioè sullo stipendio al netto dei contributi e delle ritenute fiscali. Di solito contano le voci fisse e continuative della retribuzione; straordinari, premi occasionali e rimborsi spese non vengono considerati. I dati usati dall’istituto sono quelli del certificato di stipendio, un documento che il datore di lavoro compila su richiesta del dipendente e che riporta anzianità, retribuzione, TFR maturato ed eventuali altre trattenute in corso.
Esempio di cedolino con Cessione del Quinto
| Voce | Importo |
|---|---|
| Retribuzione lorda mensile | 2.000,00 € |
| Contributi previdenziali a carico del dipendente | − 183,80 € |
| Ritenute fiscali (IRPEF e addizionali) | − 366,20 € |
| Retribuzione netta | 1.450,00 € |
| Quota massima cedibile (1/5 del netto) | 290,00 € |
| Trattenuta Cessione del Quinto (rata del contratto) | − 285,00 € |
| Netto in busta paga | 1.165,00 € |
Esempio semplificato con importi arrotondati, solo a scopo illustrativo. Contributi e imposte reali dipendono da contratto, detrazioni e addizionali regionali e comunali.
Con un netto di 1.450 € la rata massima sarebbe 290 €; nell’esempio il contratto prevede una rata di 285 €, quindi entro il limite. Per vedere il calcolo con altri stipendi: 1.000 €, 1.300 €, 1.500 €, 2.000 €.
Cosa fa il datore di lavoro
Dopo la firma del contratto, l’istituto notifica la cessione al datore di lavoro. Da quel momento l’azienda (o l’amministrazione pubblica) è tenuta a trattenere la rata dallo stipendio e a versarla all’istituto ogni mese. A differenza del prestito con delega, che richiede l’accettazione del datore di lavoro, la Cessione del Quinto non può essere rifiutata dall’azienda quando il contratto rispetta i limiti di legge.
Per i dipendenti privati il TFR maturato resta vincolato a garanzia del prestito: se il rapporto di lavoro si interrompe prima della fine del piano, il TFR viene usato per ridurre o chiudere il debito residuo. Cosa succede in questi casi è spiegato nella guida su Cessione del Quinto e licenziamento.
Tredicesima, quattordicesima e variazioni dello stipendio
Il piano di ammortamento prevede una rata per ogni mese: di norma sulla tredicesima e sulla quattordicesima non si applica una rata aggiuntiva. La rata resta quella indicata nel contratto anche se lo stipendio aumenta. Se invece lo stipendio si riduce in modo importante, per esempio per il passaggio a part-time, conviene contattare subito l’istituto per verificare come viene gestita la trattenuta.
Dipendenti di aziende private: cosa viene valutato
Per i dipendenti pubblici e statali la valutazione è più standardizzata. Per i dipendenti privati, invece, gli istituti guardano anche all’azienda: forma giuridica, numero di dipendenti, anzianità dell’impresa, solidità economica e TFR accantonato. Per questo due persone con lo stesso stipendio possono ricevere esiti diversi.
Domande frequenti
Il datore di lavoro può rifiutare la Cessione del Quinto?
No, se il contratto rispetta i limiti previsti dalla legge la trattenuta è obbligatoria. Può invece rifiutare il prestito con delega di pagamento.
I colleghi o l’azienda vedono il motivo del prestito?
No. La Cessione del Quinto è un prestito non finalizzato: l’ufficio del personale gestisce solo la trattenuta e il versamento della rata.
Posso avere in busta paga sia la cessione sia la delega?
Sì, per i lavoratori dipendenti è possibile affiancare un prestito con delega. La somma delle due trattenute non può superare la metà dello stipendio netto.
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